Autodromo Mugello

Menu:

Info

Mugello, nelle immediate vicinanze di Firenze, un territorio ancora da scoprire, ricco di arte, storia e cultura ...

Leggi... »

 

Sheene Barry - Biografia

 

"Iron Man" - La scheda

Londra 11 settembre 1950 - Sydney 10 marzo 2003
Esordio 1970 (125)
Stagioni 1970/84
Scuderie 1971/79 Suzuki
1979/84 Yamaha
Mondiali vinti 2
GP disputati 102
GP vinti 23
Podi 52
Pole position 19

 

Nato nella periferia londinese, fu introdotto nel mondo delle moto da suo padre Frank, meccanico e preparatore, che assemblò inizialmente una moto di 50 cmc con motore Ducati. Successivamente possedette una Triumph Tiger, una Bultaco e una Derbi.

Gli esordi

Esordì come pilota di motociclismo a diciotto anni, riuscendo ad ottenere buoni risultati a livello nazionale. Fu notato dalla Suzuki che nel 1970 gli diede l'opportunità di esordire nel mondiale classe 125 cc.

Nel 1971 vinse quattro Gran Premi, 3 in sella ad una Suzuki 125 e uno con una Kreidler 50 cc, terminando la stagione al secondo posto nella classifica della ottavo di litro. Per due anni non ottenne però nessun risultato di rilievo, tanto da far credere di essere un pilota finito.

La classe regina

Passato alla 500cc nel 1974, fino al 1981 Sheene conquistò ben 19 vittorie che gli valsero, nel 1976 e nel 1977, il titolo di campione del mondo con la potentissima Suzuki RG 500. Negli anni successivi subì la supremazia agonistica dell'astro emergente del motociclismo Kenny Roberts, classificandosi secondo nel campionato mondiale del 1978 e terzo in quello del 1979 (dietro anche all'italiano Virginio Ferrari). Celebre per il temperamento esuberante, allegro e scanzonato sia in pista che nella vita privata, nel corso della sua carriera sportiva ebbe alcuni gravissimi incidenti che non gli impedirono però di continuare a gareggiare. Il più tragico di questi gli occorse nel 1975, quando a Daytona rimediò fratture in tutto il corpo. Sulla sua Suzuki 750 esplose la ruota posteriore durante le prove facendolo cadere paurosamente. Nel 1982 sul circuito di Silverstone si fracassò le gambe finendo con la sua Yamaha contro la moto di un pilota caduto prima. Sheene a seguito di questi infortuni dovette subire alcuni complessi interventi chirurgici che gli permisero di ricostruire gli arti inferiori a prezzo di numerose viti nelle ossa per tenerle insieme. Ottenne la sua ultima vittoria in una corsa del motomondiale nel 1981, alla guida di una Yamaha.

L'addio alle corse

Dopo una breve parentesi alla Honda e un fulmineo ritorno alla Suzuki, si ritirò dalle competizioni agonistiche nel 1984. Si trasferì in Australia per fare il commentatore sportivo, allettato anche dal clima che avrebbe portato benefici al suo fisico minato dalle numerose fratture.

Saltuariamente ha guidato moto storiche come in occasione del GP britannico svoltosi a Donington Park dove vinse due gare in sella ad una Norton 500; due mesi dopo finì secondo dietro all' ex campione del mondo Wayne Gardner durante il festival di Goodwood di velocità.

Barry Sheene morì prematuramente a 52 anni. Il cancro gli era stato diagnosticato il 22 giugno 2002, un tumore all'esofago e allo stomaco che Barry annunciò in agosto. Promise ai suoi fan che avrebbe lottato per vincere, ricevette testimonianze di affetto da tantissimi appassionati, ma lunedì 10 marzo 2003 si arrese alla malattia.

Il personaggio

Barry è stato un personaggio assoluto. Oltre ad avere un carattere positivo ed allegro, si esprimeva bene in francese ed in italiano.

Restano memorabili, oltre alle sue imprese in pista, alcuni episodi avvenuti in diversi aeroporti poiché passando sotto il macchinario che controlla la presenza di metallo, per individuare pistole e coltelli, Sheene provocava sempre l'innesco della sirena di allarme e doveva spiegare ai poliziotti che in corpo aveva una notevole quantità di metallo contenuta nelle viti che i chirurghi gli avevano impiantato a causa dei suoi numerosi infortuni di gara (e per tal motivo era soprannominato "Iron Man", "Uomo d'acciaio").

Valentino Rossi, suo grande ammiratore, omaggiò Barry Sheene dopo la sua morte mettendo sul cupolino il numero 7 (numero di gara di Barry) al posto del 46.

Era un Baronetto di Sua Maestà (come i Beatles, dei quali era amico), ma disponibile con tutti. Aveva una bellissima moglie, Stephanie, che è stata ospite diverse volte sulle pagine centrali di Playboy. Barry era in grado di strappare ingaggi importanti agli organizzatori delle corse internazionali. Dedito alla bella vita, beveva, fumava e nell'epoca in cui erano pochi i piloti che percepivano compensi alti, si presentava in circuito con una Rolls Royce targata 4 BSR. Poi sarebbe arrivato in elicottero.

Storicamente è stato il primo pilota a chiedere il paraschiena, che provò a creare lui stesso con una serie di visiere casco assemblate in modo tale da attutire gli urti durante le cadute. (Fonte Wikipedia)

Dicono di lui >>>