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Spencer Freddie - Biografia

 

"Fast Freddie " - La scheda

Shreveport 20 dicembre 1961
Esordio 1981 (500cc)
Stagioni 1981/87
Scuderie Honda
Mondiali vinti 3
GP disputati 72
GP vinti 27
Podi 39
Pole position 33

 

Freddie Spencer nasce il 12 Dicembre del 1962 a Shreveport nello stato della Luisiana USA.

La sua marcia di avvicinamento alle competizioni è davvero precoce, tanto da correre la sua prima gara a soli 5 anni. L’esordio, come per molti piloti americani, avviene nella disciplina dello Short Track e in quasi 5 anni di gare, ottiene vittorie che dimostrano il suo talento superiore.
Dopo aver vinto tutto nelle discipline dello Short e Dirt Track, Freddie Spencer cerca nuovi stimoli passando nel 1973 a 11 anni, alla velocità in circuito.

Il debutto avviene nella insidiosa pista di Dallas in una corsa per derivate di serie di piccola cilindrata, da lì in poi comincerà l’avventura di Spencer nel regno della velocità su pista. Che si tratti di correre su asfalto che su terra per Freddy non fa differenza e la sua prepotente voglia di primeggiare lo porta a vincere con grande autorità corse e campionati fino  ad imporsi nel 1978 in tutte le prove del campionato AMA  250 classe “Novice”. L’anno successivo passato alla categoria “Export”, sempre in 250 e annichilisce tutta la concorrenza bissando il successo in tutte le prove, eccetto una, e portando a casa il titolo con largo anticipo.

Il suo nome comincia a circolare nell’ambiente, a soli 17 anni il pilota della Luisiana, ha già raccolto moltissimo in patria e per lui si aprono finalmente le porte di palcoscenici molto più luminosi.

Gli esordi

Campione nazionale per la classe 250 nel 1977 e nel 1978 (prima tra i "Novizi" e poi tra gli "Esperti"), Spencer esordì nel motomondiale due anni dopo come collaudatore della Yamaha nella classe 500: in quella stagione ebbe anche l'opportunità di scendere in pista nel Gran Premio del Belgio, ma non riuscì ad entrare in zona-punti.

Nel 1981 passò alla Honda, dove guidò la rivoluzionaria NR500 a pistoni ovali, primo tentativo della Honda di far correre una quattro cilindri a quattro tempi, quando dal 1975 erano state le 2 tempi ad aver sempre vinto il titolo in 500. La moto, guidata inizialmente da Katayama e Grant, non ebbe risultati di rilievo, collezionando una serie di brutte figure, dovute anche alle difficoltà alla partenza dei GP, che al tempo prevedevano l'accensione a spinta delle moto. La quattro tempi, di solito, si avviava quando le due tempi erano già alla prima curva. Spencer subentrò a stagione iniziata e riuscì, se non altro, a farla girare sui tempi delle Suzuki e Yamaha, dominatrici dell'epoca. Nel 1982 la Honda abbandonò il progetto NR, schierando la NS 500 a due tempi, progetto meno rivoluzionario, che si caratterizzava per essere l'unica tre cilindri in gara contro le quattro cilindri Suzuki e Yamaha.

La classe regina

Nel 1982 vinse il suo primo Gran Premio di motociclismo in Belgio, e dopo aver bissato tale successo a San Marino si piazzò al terzo posto della classifica generale con 72 punti. Pilota molto veloce sul giro secco, si pose al centro dell'attenzione sia per aver ottenuto la pole position nelle ultime tre gare disputate, ma anche soprattutto per aver rivoluzionato lo stile di guida delle motociclette delle 500: prima che egli arrivasse, le traiettorie della 500 erano quelle della 250, ovvero classiche e rotonde. Spencer invece ha praticamente introdotto le linee attuali, in cui l'obbiettivo primario diventa fare meno strada possibile con la moto inclinata: nel suo stile di guida importante non è la velocità di percorrenza della curva, ma aprire prima degli altri tutto il gas.

Nel 1983, dopo un duello serratissimo con Kenny Roberts, fu campione del mondo della classe regina a seguito di sei successi (in Sudafrica, Francia, Spagna, Jugoslavia e Svezia oltreché nel Gran Premio delle Nazioni), sette pole position e 144 punti, solo due in più del rivale. Nella stagione seguente vinse cinque gare, ma cinque furono anche i suoi incidenti e ciò non gli consentì di andare al di là del quarto posto in classifica ma con una condizione: se arrivava in fondo alla gare, aveva molte chances di vincerle.

Noto nel paddock per una sopravvalutazione dei propri mezzi (era convinto di avere la "super vista", ossia la capacità di vedere i volti di tutti i passeggeri di un treno anche attraverso il passaggio a livello), nel 1985 Fast Freddie corse sia nella 500 che nella classe 250, riuscendo a diventare campione del mondo di entrambe: sette successi e 141 punti nella prima, altre sette vittorie e 127 lunghezze nella seconda, riuscendo nell'impresa di sconfiggere campioni quali Eddie Lawson e Anton Mang. Nello stesso anno partecipò, vincendoli a sorpresa, al campionato Superbike e alla gara di Daytona.

Da quel momento in poi iniziò però la sua crisi: nel Gran Premio di Spagna del 1986, primo della stagione, ottenne la pole position ma dovette ritirarsi a pochi giri dal termine a causa della tendinite mentre era largamente in testa. Altri infortuni (al ginocchio, agli occhi, alla testa) non gli permisero di ottenere un solo punto iridato in quella stagione, ma Spencer rifiutando di farsi curare dai medici del motociclismo, scatenò una serie di dubbi sulla veridicità dei suoi problemi fisici.

L'addio alle corse

Ormai nettamante in crisi, colse solo quattro punti (raccolti tutti in Svezia) nel 1987, mentre la concessionaria Honda che aveva aperto nel suo paese natio fallì miseramente. L'anno seguente si ritirò dall'agonismo, salvo tornarci fugacemente con l'aiuto di Giacomo Agostini nel 1989 e nel 1993 con la Yamaha, ottenendo come miglior risultato complessivo un quinto posto in Spagna il 30 aprile dell'89. Rinetrò alle gare negli Stati Uniti, in superbike, prima con la Honda ed in seguito come pilota ufficiale della Ducati USA, con la quale colse l'ultima vittoria. In seguito appese definitivamente il casco al chiodo.

Il personaggio

La sua drammatica uscita di scena ha fatto sorgere tra gli esperti alcune domande circa la sua grandezza sportiva: per alcuni fu il più grande, mentre per altri solo il più misterioso. Tra le tante voci è girata con insistenza anche la tesi di una crisi sentimentale che ha seriamente segnato questo pilota dalla psicologia alquanto complessa. Recentemente Spencer, adepto di una setta religiosa che proibisce i rapporti sessuali prima del matrimonio, ha aperto una scuola di motociclismo negli Stati Uniti d'America.